IN QUESTA PAGINA

Giusi Dangelico. Le mie Guide: Sigmund Freud, Anna Freud, Melanie Klein, Milton Erickson, Otto Kernberg, Daniela Poggiolini, Micheal Yapko e Augusto Cury.

 

La psicologia è una scienza molto giovane, specie qui in Italia, e per essere definita una SCIENZA nelle università, nell'ultima decade, hanno introdotto materie di studio come la medicina e la biologia (ecco quindi materie come la neuropsicologia, psicobiologia, fisiologia, psicofarmacologia, ect). Lo psicologo quindi non è più colui che accoglie e comprende, non è più una figura legata solo all'antropologia, alla filosofia, alla sociologia e allo studio di Freud, come spesso si immagina, ma una figura che oggi deve conoscere esattamente il funzionamento psichico e neurologico, deve essere al passo con le nuove scoperte tecnologiche come per esempio la risonanza magnetica funzionale o la stimolazione magnetica transcranica, usata in via sperimentale per la cura di alcune patologie e conoscere strumenti per ogni tipo di disagio. Esistono vari tipi di psicologia: sociale, del lavoro, dei gruppi, dello sviluppo, della salute, dello sport e quella che ho scelto: la PSICOLOGIA CLINICA. Essa prevede competenze e pratiche anche molto diverse fra loro che vanno dalla psicodiagnostica al counseling, dagli interventi nelle organizzazioni a quelli nelli psicoterapie.

In questo sito avremo modo di approfondire questi argomenti in modo semplice ma pur sempre scientifico. Buona lettura a tutti.

Dott.ssa Giusi Dangelico.

Chi sono

Dottoressa in psicologia, Counselor e Master in PNL BioEtica

Svolgo consulenze private nelle seguenti aree:

  • Comunicazione;
  • Autostima;
  • Intelligenza emotiva;
  • Autoefficacia;
  • Creatività;
  • Relazioni di coppia.
  • Definizione carattere secondo l'Enneagramma

Per altri tipi di consulenze lavoro in tandem con lo psicoterapeuta di fiducia e con esperti della disciplina.

In formazione in psicologia clinica, effettuo studi e aggiornamenti costanti sui seguenti disagi: depressione, dipendenze da non sostanze e disturbi di personalità.

 

Grazie a una formazione in lingue straniere amo ascoltare direttamente i discorsi di chi ha avuto e chi ha ancora apportato innovazioni in campo psicologico. Voci e parole che arrivano a me con maggiore rapidità e intensità e che traduco personalmente in questo sito.Parlo portoghese, inglese, francese e una base di greco moderno, spagnolo e cinese.

Per le traduzione in tedesco e quelle in inglese necessarie a volte per mancanza di tempo parte del lavoro è stato svolto dall'unica persona di cui sento le sue traduzioni essere perfettemente in linea con le mie: la dott.ssa Barbara Losito, che ringrazio e potete contattare su questa pagina:

https://www.facebook.com/Barbara-Losito-Freelance-Translator-and-Interpreter-118051312191270/

 

Dott.ssa Giusi Dangelico 

Ricevo a Bari, Verona e via skype.

giusidng@libero.it

cell. 392.920.14.03

 

 

 

Eventi

Presso la libreria Feltrinelli di Bari condurrò da fine 2018 al 2019 degli incontri che hanno come tema centrale il benessere. L' importanza di una autostima equilibrata e le conseguenze di una scarsa autostima che vanno dalla depressione alla dipendenza affettiva. Parleremo anche di narcisismo patologico, e femminicidio. Di psicofarmaci, cure alternative e psicoterapia.Tutti questi argomenti saranno presantati e approfonditi con  psicologi, psicoterapeuti, psichiatri e criminologi. Le interviste e gli incontri sono seguiti dal TG Norba 24 con le interviste e il supporto della Dott.ssa Daniela Mazzacane.

Le mie guide

L'Unicusano learning center di Bari é il primo supporto quotidiano.

E' la mia Università, di cui sono fiera e con cui ho fatto un percorso indimenticabile di studio intenso e proficuo.Un ringraziamento al direttore del polo di Bari, ing. Michele Cornacchia, e ad alcuni docenti psicoterapeuti per formazione e valori condivisi: Prof. Alberto Costa, Prof.Roberto Melotti, Prof.ssa Nicoletta Vegni e la preside di facoltà Gloria De Filippi.

Nella mia formazione ci sono stati e ancora ci sono tantissimi esperti del passato ma ancora attuali e quelli contemporanei. Psicologi, psicoanalisti, psichiatri, psicoterapeuti, sociologi italiani e stranieri. Ci sono stati alcuni che hanno maggiormente colpito la mia attenzione perché in alcuni casi i loro insegnamenti si sono avvicinati alle mie credenze e in altri casi hanno rivoluzionato completamente il mio modo di osservare e comprendere me stessa e il mondo che mi circonda.

 

 

Sigmund Freud. Anna Freud. Melanie Klein.

Milton Erickson.Daniela Poggiolini.

Otto Kernberg. Micheal Yapko.Augusto Cury.

 

 

Sigmund Freud

 

 

 

Sigismund Schlomo Freud, noto come Sigmund Freud,

(Freiberg, 6 maggio 1856 – Londra, 23 settembre 1939) è stato un neurologo, psicoanalista e filosofo, fondatore della psicoanalisi, sicuramente la più famosa tra le correnti teoriche e pratiche della psicologia.Freud è noto per aver elaborato una teoria scientifica e filosofica, secondo la quale i processi psichici inconsci esercitano influssi determinanti sul pensiero, sul comportamento umano e sulle interazioni tra individui. Di formazione medica, tentò di stabilire correlazioni tra la visione dell'inconscio, rappresentazione simbolica di processi reali, e delle sue componenti con le strutture fisiche della mente e del corpo umano, teorie che hanno trovato parziale conferma anche nella moderna neurologia e psichiatria.

Anna Freud

 

Anna Freud non è nota soltanto per essere la figlia di Sigmund Freud, il padre della psicanalisi moderna. A differenza di molti figli di papà, era anche'essa una psicoanalista di grande levatura a prescindere dai meriti dell'augusto genitore. Nella storia della Psicoanalisi è famosa per almeno due motivi:

il primo è l'aver ipotizzato teoricamente che la psiche ha una capacità di adattamento dell'Io basata su un sistema di meccanismi di difesa.

Oltre a quelli già individuati dal padre Sigmund (regressione, modificazione attiva dell'io, isolamento, annullamento retroattivo, identificazione, proiezione, rivolgimento contro se stessi, trasformazione al contrario, sublimazione) ne teorizzò di nuovi.

 

Tra questi, l'identificazione con l'aggressore (un modo per allontanare una paura assumendo le caratteristiche dell'oggetto temuto); la rinuncia altruistica, che consiste nell'interessarsi alla soddisfazione degli istinti altrui gratificando indirettamente i propri; e due difese tipiche della fase adolescenziale, l'ascetismo e l'intellettualizzazione. La prima, è l'allontamento dalla sessualità e dalle altre forme di appagamento temporaneo, la seconda, il rifugio in una febbrile attività intellettuale nel tentativo di dominare gli istinti.

 

 

 

Melanie Klein

 

Melanie Klein, all'anagrafe Melanie Reizes  (è stata una psicoanalista austriaco-britannica nota per i suoi lavori pioneristici nel campo della psicoanalisi infantile)  e per i contributi allo sviluppo della teoria delle relazioni oggettuali. Oggi, quella kleiniana è una delle scuole più prominenti all’interno della psicoanalisi. Gli psicoanalisti kleiniani fanno parte della Società Psicoanalitica Internazionale, e la psicoanalisi kleiniana ha incontrato un’ampia diffusione in Gran Bretagna e in gran parte dell’America Latina e dell’Europa continentale. Negli Stati Uniti, l’eredità della Klein è stata raccolta dal Psychoanalytic Center della California. 
Figura dibattuta e osteggiata sia a livello personale che teorico, nondimeno la Klein viene oggi annoverata tra i fondatori della scuola delle relazioni oggettuali, e le sue teorie hanno influenzato e stimolato il pensiero di molti altri importanti analisti, tra cui Herbert Rosenfeld, Donald Meltzer, Hanna Segal, e Wilfred Bion. 

Le posizioni kleiniane ed il complesso edipico 
Melanie Klein teorizzò l’esistenza di due stati mentali, caratterizzati da particolari affetti, difese e modalità di relazione con l’oggetto, a cui diede il nome di posizione schizoparanoide e posizione depressiva. 
La posizione schizoparanoide è la prima a comparire nella vita dell’uomo, nelle fasi precoci dello stadio orale, ed è caratterizzata dall’uso della scissione (schizo) e della proiezione (paranoide). Il soggetto percepisce gli oggetti in modo parziale, o completamente buono, o completamente cattivo, e lo stesso oggetto (ad esempio, il seno materno) viene percepito come due entità distinte (il seno materno buono e gratificante, ed il seno materno assente, cattivo e frustrante). 
Anche l’Io viene scisso in parti buone e cattive. L’istinto di morte, ovvero l’aggressività, caratterizzante gli oggetti cattivi e l’Io cattivo, viene deflesso all’esterno, tramite la proiezione. 
Ciò porta perciò a vedere il mondo esterno come popolato di oggetti cattivi, da cui difendersi. Da qui, la componente paranoide e l’ansia di persecuzione che caratterizzano questa posizione. 
Da un punto di vista adattivo, la posizione schizoparanoide permette al soggetto di categorizzare ed ordinare il mondo esterno e, ovviamente, di difendere sé stesso dai pericoli. 
La posizione depressiva compare successivamente, quando l’Io è sufficientemente integrato ed in grado di tollerare l’ambivalenza della compresenza di aspetti buoni e cattivi all’interno dello stesso oggetto, che ora è visto come un’unità. Ora la separazione non è più tra buono e cattivo, ma tra sé e mondo esterno: in tal modo, gli oggetti acquistano una loro autonomia (mentre prima erano imbevuti delle proiezioni paranoidi), ed il soggetto è in grado di tollerarne l’assenza. 
Nel tentativo di far fronte all’assenza degli oggetti, il soggetto se ne forma un’immagine mentale, accedendo così alla facoltà della simbolizzazione. L’affetto che caratterizza questa posizione è il senso di colpa, per gli attacchi portati in fantasia, durante la posizione schizoparanoide, alle parti cattive degli oggetti che ora sono accettati come ambivalenti. Se nella posizione schizoparanoide l’ansia centrale era che l’Io venisse annientato dagli oggetti cattivi, nella posizione depressiva l’ansia centrale è che l’Io possa distruggere gli oggetti attraverso gli istinti aggressivi, ora accettati come propri. 
Le difese che caratterizzano questa posizione sono dunque la repressione, la riparazione e la mania. Da un punto di vista adattivo, la posizione depressiva permette di accedere, oltre che alla simbolizzazione, anche all’empatia ed alla temporalità (dato che la posizione schizoparanoide è essenzialmente atemporale, laddove in quella depressiva, grazie alla simbolizzazione dell’oggetto assente, se ne percepisce la continuità nel tempo). 
La posizione schizoparanoide e la posizione depressiva si presentano in maniera sequenziale nei primi mesi di vita, ma il termine posizione è stato scelto perché, come notato da Bion, per tutta la vita la mente umana oscilla tra questi due stati, passando ora all’uno, ora all’altro. 
La posizione schizoparanoide, come già notato, permette di suddividere ed ordinare il mondo, e di difendersi dai pericoli esterni, ma quando diventa possibile tollerare l’ambiguità, si accede alla posizione depressiva, nella quale le categorie e le suddivisioni create nella posizione precedente vengono collegate e integrate. Quando l’ambivalenza diventa intollerabile, il soggetto riaccede alla posizione schizoparanoide, e il processo ricomincia. A questo processo viene dato il nome di oscillazione tra posizione schizoparanoide e posizione depressiva.

Milton Erickson

 

Milton Erickson, (1901-1980) riconosciuto come uno dei più autorevoli innovatori nell’uso della tecnica ipnotica, che fornì le tecniche e le teorie su cui tutt’oggi si basa l’ipnoterapia moderna. Erickson concepiva l’inconscio del paziente come ricco di risorse fondamentali alla guarigione che il paziente era ignaro di possedere, ed individuava in tutti i soggetti capacità auto curative scaturite dalle esperienze passate del paziente a cui il terapeuta doveva risalire. Con il suo contributo l’ipnoterapia assume caratteristiche di flessibilità ed informalità, poiché ogni fase del processo è adattabile grazie alla fantasia, all’intuizione ed all’abilità del terapeuta nell’escogitare sempre nuove situazioni che facilitino la guarigione del paziente fornendo suggestioni al suo inconscio.

 

La storia di Milton Erickson è essa stessa rappresentativa sul potere dell’ipnosi, autoipnosi e ristrutturazioni dei traumi attraverso dli strumenti e le risorse a cui ognuno può accedere attraverso la resilienza. Milton H. Erickson rappresenta l’archetipo del medico malato, colui che imparando a guarire se stesso impara a guarire gli altri. La sua vita fu un fulgido esempio del mito americano.  

Erickson ha sempre affermato una fiducia assoluta nelle capacità dell’inconscio di recuperare la salute e l’armonia, quando stimolato opportunamente, e non si è mai fermato davanti ad alcuna diagnosi negativa. Lo scopo dell’ipnosi di Milton Erickson è quello di accedere al potenziale inconscio e alla capacità naturale di apprendere del cliente, depotenziando al contempo i suoi schemi limitanti.

All’età di 51 anni fu colpito da quello che inizialmente fu diagnosticato come un secondo attacco di tipo diverso di paralisi infantile, e successivamente come sindrome post-poliomielite; da qui ebbe nuovi problemi a camminare. L’anno dopo, con il supporto di due bastoni, riuscì comunque a compiere una difficile escursione sulle montagne dell’Arizona.  A causa dei postumi della polio, che gli provocò anche un’aritmia cardiaca, soffrì di terribili dolori muscolari cronici, e per gestire la situazione si aiutava quotidianamente con l’autoipnosi. Fin dal 1967 si servì di una sedia a rotelle, data la progressiva paralisi delle gambe e di un braccio, dopo il secondo attacco di polio. In tutto questo non perse mai il buon umore e la gioia di vivere e lavorare, e rappresenta un raro caso dove lo straordinario successo professionale si coniuga con una felice vita familiare. Fu proprio dopo essersi ripreso dal secondo attacco di poliomielite che iniziò il periodo più pieno e soddisfacente della sua carriera come terapeuta, scrittore, consulente, insegnante e alla fine come leader mondiale nell’ipnosi clinica.

 

 

 

 

 

Otto Kernberg

 

 

Otto Kernberg ha definito il suo approccio teorico come Psicologia dell’Io e delle Relazioni oggettuali, in cui confluiscono tre modelli di riferimento.

 

Kernberg partendo dai limiti riscontrati nella teoria pulsionale di Freud, ovvero l’incapacità di dare delle spiegazioni adeguate alla complessità della motivazione umana, riferendosi alla teoria di Margaret Mahler, focalizzata sul processo di separazione-individuazione, e a quella di Edith Jacobson, con la definizione di mondo rappresentazionale ovvero immagini o esperienze passate da cui si ricavano mappe cognitive del mondo esterno, formulò una nuova teoria sui disturbi di personalità.  

Il lavoro di kernberg si fonda sulla convinzione che la psicopatologia della personalità sia determinata dalle strutture psichiche derivanti da esperienze affettive con oggetti significativi primari. Le strutture mentali sono configurazioni relativamente stabili di processi psichici, derivanti da differenti relazioni oggettuali interiorizzate. L’organizzazione strutturale stabilizza l’apparato psichico, determinando una mediazione tra fattori eziologici e le dirette manifestazioni della malattia e del comportamento. I fattori che predispongono alla malattia interagiscono con le strutture psichiche e ne determinano i sintomi osservabili

La psicopatologia, dunque, deriverebbe da una serie di strutture sottostanti la psiche che determinano e sostanziano i sintomi stessi provocando disagio.

Kernberg ha coniato il termine “diagnosi strutturale” per definire uno strumento di valutazione del funzionamento mentale basato sull’analisi di tre istanze: Io, Es e Super-Io, unitamente alla descrizione delle strutture mentali che si manifestano in seguito agli esiti delle relazioni oggettuali interiorizzate. La diagnosi strutturale è costituita sostanzialmente dal colloquio focalizzato all’individuazione dei sintomi, dei conflitti o delle difficoltà presentate dal paziente a partire dall’interazione duale con il terapeuta.  

L’obiettivo del clinico, per Kernberg, è evidenziare i principali conflitti individuabili attraverso il racconto del soggetto per far emergere l’organizzazione strutturale predominante che caratterizza il funzionamento psichico del paziente. 

Organizzazioni di personalità secondo la teoria di Kernberg

Con organizzazioni di personalità non si intendono dei veri e propri quadri sintomatologici, ma differenze psico-strutturali che caratterizzano una modalità di funzionamento intrapsichico stabile del soggetto. Esse sono determinate da specifici parametri:

 

1. L’integrazione dell’identità, ovvero la continuità temporale e affettiva che il paziente ha di se stesso e degli altri. Se si hanno delle relazioni sane con delle persone significative si manifesta una stabilità mentale e rapporti profondi, caratterizzati da calore ed empatia. La dispersione dell’identità, al contrario, consiste in un concetto di Sé mal integrato in relazione agli altri significativi. Si manifesta, di conseguenza, con un comportamento contraddittorio, che non può essere integrato, o attraverso percezioni superficiali, piatte e impoverite degli altri. Un criterio estremamente importante per la valutazione dell’identità sono le manifestazioni non specifiche di debolezza dell’Io, ovvero lo scarso controllo dell’angoscia e degli impulsi e la mancanza di canali sublimatori maturi.

 

2. L’organizzazione difensiva, ovvero i meccanismi di difesa, sono operazioni mentali più o meno consapevoli volti a risolvere un conflitto emotivo intra o extra psichico. Questi modi di organizzarsi della mente sono più o meno stabili e determinano il modo del soggetto di trattare situazioni che lo coinvolgono emotivamente. I meccanismi di difesa immaturi detti anche primitivi si caratterizzano per una scarsa capacità di riflettere e accettare i propri conflitti psichici, tipici di modalità infantili di funzionamento mentale. Essi derivano dalla scissione delle rappresentazioni di sé e dell’altro in conflitto tra loro che non sono integrate dalla mente dell’individuo, ma parzialmente negate alla consapevolezza. Le difese mature, invece, sono le strategie psichiche più creative e funzionali per trattare i conflitti emotivi ed affettivi, denotano una capacità del soggetto di tollerare i propri sentimenti contradditori e ambivalenti e di trovare soluzioni di compromesso. Le difese mature consentono una visione della realtà adeguata e non ne comportano una massiccia distorsione. Le principali difese mature sono la rimozione, lo spostamento, la formazione reattiva, l’intellettualizzazione, l’isolamento, la razionalizzazione e l’annullamento retroattivo.

 

3. L’esame di realtà si definisce come la capacità di differenziare il Sé dal non Sé, in relazione alle norme sociali condivise. Dal punto di vista clinico, un adeguato esame di realtà è costituito da: assenza di sintomi psicotici, assenza di affetti, contenuti di pensiero e atteggiamenti inappropriati o bizzarri, capacità di provare empatia nei confronti di chi conduce il colloquio, interagendo in maniera collaborativa e adeguata. In caso ci fosse una compromissione dell’esame di realtà il soggetto perde la capacità di percepire adeguatamente il mondo esterno e ne altera il rapporto sulla base di una sua visione soggettiva. La manifestazione di diversi sintomi psichici sono la chiara evidenza della presenza della perdita dell’esame di realtà.

 

La psicoterapia focalizzata sul transfert (TFP)è stata sviluppata da Kernberg e dai sui collaboratori per il trattamento di pazienti con gravi disturbi di personalità. Essa ha una cadenza bisettimanale ed è stata principalmente usata con i pazienti affetti da disturbo Borderline di personalità.

La terapia inizia con la formulazione del contratto terapeutico, risultato dei colloqui introduttivi strutturali in cui il paziente risulta inquadrato secondo un’organizzazione di personalità. Le percezioni distorte di sé, degli altri e degli affetti sono al centro del trattamento nel momento in cui emergono nella relazione con il terapeuta, ovvero si manifesta il transfert.

Lo scopo è integrare le parti scisse di rappresentazioni di sé e di oggetti e l’interpretazione coerente di queste percezioni distorte è considerata il meccanismo del cambiamento.

Il trattamento si focalizza sul transfert, perché si ritiene che i pazienti manifestino le loro percezioni diadiche non solo nella vita di tutti i giorni, ma anche nelle interazioni che hanno con il terapeuta. La TFP si concentra sull’uso delle comunicazioni paziente-terapeuta per aiutare il paziente ad integrare queste diverse rappresentazioni di sé, sviluppando metodi migliori di autocontrollo.

 

Realizzato in collaborazione con la Sigmund Freud University, Università di Psicologia a Milano

 

 

Daniela Poggiolini

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Daniela Poggiolini, nasce a Forlì l'8 novembre del 1948 ma fin da giovanissima età si lascia adottare dalla terra di puglia che adora. Ed è in questo luogo generoso di sole, empatia e grandi rapporti umani che dopo aver insegnato per una ventina d'anni nella scuola statale, nel 1987 inventa e crea la sua scuola di alta formazione e di psicoterapia sulla scia degli insegnamenti del suo grande mentore Milton Erickson. Oggi è ancora  la  presidente dell'IKOS, Istituto di Comunicazione Olistica Sociale di Bari; ogni percorso ideato secondo i temi a lei cari, prevedono un'attenzione particolare all'autostima e al riconoscimento della mission quale moto evolutivo. Tutti i percorso ideati, frutto degli insegnamenti di Ernest Rossi, biografo di Erickson, sono dedicati al benessere delle persone, e passano attraverso il Modello della PNL bioEtica, Modello che la stessa ha fatto riconoscere dal MIUR nel 2004 come modello psicoterapeutico accreditato a tutti gli effetti di legge. La scuola di specializzazione in psicoterapia che dirige e accompagna medici e psicologi verso una nuova maniera di essere psicoterapeuti attento alla persona e alla sua storia, ha da qualche anno anche una sede anche a Chieti.

 

Psicologa, Ipnoterapeuta, Sessuologa, Arteterapeuta, Mediatrice Familiare, Costellaltrice Sistemica Familiare e Supervisore di E.M.D.R., è ideatrice di una terapia in cui ciascuno è artefice della propria guarigione passando attraverso impegno, disciplina, e soprattutto autoregolamentazione.

Le sue terapie si basano soprattutto sull'ipnosi, rigenerante naturale, un modello di riequilibrio energetico tensionale/emozionale che consiste nello sciogliere nodi bloccanti. Liberare gli impulsi e aumentare l'autostima rispettando i valori e i bisogni in funzione della mission delle persone è motivo di guarigione da disagi e problematiche diverse. E' autrice di numerose pubblicazioni scientifiche e favole per star bene dedicate ai bambini.

Micheal Yapko

 

Michael D. Yapko, Ph.D., è uno psicologo clinico e terapeuta matrimoniale e familiare residente a Fallbrook, in California. È internazionalmente riconosciuto per il suo lavoro nello sviluppo di psicoterapie strategiche focalizzate sui risultati, nelle applicazioni cliniche avanzate dell'ipnosi e nei trattamenti non farmacologici attivi, a breve termine, della depressione. Insegna abitualmente a un pubblico professionale in tutto il mondo. Ad oggi, è stato invitato a presentare le sue idee e metodi ai colleghi di oltre 30 paesi in sei continenti e in tutti gli Stati Uniti.

 

Il Dr. Yapko è l'autore di 15 libri ed editore di altri tre, nonché autore di dozzine di capitoli di libri e articoli di riviste. Questi includono i suoi due libri più recenti, The Discriminating Therapist e Keys to Unlocking Depression, così come il suo testo popolare Trancework: An Introduction to the Practice of Clinical Hypnosis (4a edizione), e il premiato Mindfulness and Hypnosis.

 

Il dottor Yapko è un membro dell'American Psychological Association, membro clinico dell'Associazione americana per il matrimonio e la terapia familiare, membro della International Society of Hypnosis e membro della American Society of Clinical Hypnosis. È destinatario di premi per la carriera da American Psychological Association, The International Society of Hypnosis e The Milton H. Erickson Foundation per i suoi numerosi contributi nei campi della psicoterapia e dell'ipnosi clinica.

Il Dr. Yapko è un appassionato sostenitore del presupposto per cui i pensieri influenzano i problemi delle persone, specialmente quelli più comuni come ansia e depressione. È stato molto critico contro la medicalizzazione di tali problemi quando definiti “malattie” spiegando che esistono prove sostanziali per definirli molto più sola biologia. Egli mette ulteriormente in discussione l'approccio di cura così diffusa come quella dei soli farmaci la cui sicurezza ed efficacia per lui sono altamente discutibili.

Sottolinea l'importanza di consentire alle persone di migliorare le capacità di affrontare e risolvere i problemi, oltre ad altre capacità chiave di gestione della vita. La terapia non consiste solo nel sentirsi meglio: si tratta di essere migliori. Il punto principale del Dr. Yapko è sia semplice che avvincente: le cose difficili accadono nella vita e le persone che hanno le capacità per gestire le loro vite, compresi i loro stati d'animo e comportamento, riescono meglio di coloro che non lo fanno. Oltre al trattamento efficace, sottolinea anche il ruolo della capacità di sviluppare strategie di prevenzione.

 

Augusto Cury

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Medico Psichiatra, Psicoanalista, Docente e Scrittore.

Augusto Jorge Cury (Colina,  Brasile, 2 ottobre 1958) é autore della Multifocal Intelligence Theory e i suoi libri sono stati pubblicati in più di 70 paesi, con oltre 25 milioni di libri venduti solo in Brasile.

Ricercatore nel campo della qualità della vita e dello sviluppo dell'intelligenza, Cury ha sviluppato una ricerca, non correlata alle università, incentrata sulla teoria dell'intelligenza multifocale. La teoria mira a spiegare il funzionamento della mente umana e le modalità per esercitare un maggior dominio sulle nostre vite attraverso l'intelligenza e il pensiero. Ha pubblicato "Multifocal Intelligence" nel 1999, che presenta oltre 30 elementi essenziali per la formazione dell'intelligenza umana, come il processo di interpretazione e il flusso vitale dell'energia psichica. È una metodologia utilizzata nelle scuole di Menthes, di cui promuove lo sviluppo emotivo di bambini, adolescenti e adulti. Ha sviluppato il progetto School of Intelligence il cui obiettivo principale è quello di formare i pensatori insegnando le più importanti funzioni intellettuali ed emotive per bambini e adolescenti, come pensare prima di reagire, proteggere le proprie emozioni, mettersi nei panni degli altri, esporre e non imporre le proprie idee. Ha anche redatto il Programma Freemind per contribuire in collaborazione con i ricoveri per tossicodipendenti, le cliniche, le cliniche ambulatoriali e le scuole nello sviluppo di un'emozione sana per la prevenzione e il trattamento della tossicodipendenza. Quando fu sfidato dallo scrittore Paulo Coelho a dimostrare il numero delle sue vendite di libri, Augusto dichiarò: "La preoccupazione per il primo posto è il tipico sintomo di una società ammalata di fama.