L' Ansia e la Sindrome del pensiero accelerato. Prima parte.

Dello Psichiatra e Psicoanalista Augusto Cury, proclamato dalla rivista Folha del Brasile, lo scrittore più letto in questa decade. Oltre 25 milioni di libri venduti solo nel Brasile. Tema più seguito in assoluto: l’ansia.

Tradotto in italiano dalla Dott.ssa in psicologia Giusi Dangelico.

Chi parla in portoghese può seguire la versione in lingua originale cliccando su questo link:

https://www.youtube.com/watch?v=XD0G301bE4o

 

 

Ho saputo che nessuno fra voi ha bisogno di uno psichiatra. Siete tutti tranquilli, sereni, vi svegliate la mattina cantando e facendo della vostra vita uno spettacolo unico e imperdibile. Scherzi a parte, infelicemente la nostra società si è avviata verso il cammino errato. Quando faccio riferimento alla "nostra società" non mi rivolgo solo a quella brasiliana ma a quella moderna.  Siamo l’unica specie che ha coscienza e che pensa in mezzo a più di dieci milioni di specie e per il fatto di costruire questi spettacoli di pensieri dovremmo usarli come strumento per far sì che la nostra vita sia uno spettacolo imperdibile di piacere e di tranquillità senza mai trasformarla in uno spettacolo di terrore e di stress.

 

L’essere umano è così complesso che quando non ha un problema lo crea e infelicemente al giorno d’oggi siamo intossicati digitalmente, viviamo in una società di consumo, dove non abbiamo tempo per le cose più importanti della nostra storia, e nemmeno tempo per conversare con noi stessi.

Quale idea vi fate di qualcuno che parla da solo? Che é pazzo. In verità, parlare a se stessi dovrebbe essere uno degli strumenti più importanti affinché l’essere umano scriva la sua sceneggiatura per la sua storia. Ma è triste, molto triste, sapere che le persone nemmeno conversano con se stesse, con i pensieri negativi, non hanno il tempo per dare uno shock di lucidità alle loro angustie, alle loro emozioni tese, ansiose.

 

Parliamo, dialoghiamo, su milioni di cose che stanno al di fuori di noi, ma ridimensioniamo quelle che ci sono dentro, mettiamo a tacere quell’unico luogo in cui è impossibile abbassare il volume o restare in silenzio.

Cari amici, è per questo che attualmente speravamo avere la generazione più allegra di tutti i tempi, anche perché siamo di fronte alla più grande industria del divertimento, e invece paradossalmente, abbiamo la generazione più triste che sia mai stata su questa terrà. Siamo di fronte alla generazione con la possibilità di una medicina più avanzata, biologica e psicologica, ma mai prima siamo stati così ammalati.

 

Per esempio, le statistiche internazionali come quelle della Università del Michigan, rivelano che una ogni due persone prima o poi avrà un disturbo psichiatrico. Stiamo parlando di più di tre miliardi di persone, non di una eccezione!! Guardate chi avete di fianco, se non siete voi sarà forse lui? E chi ha puntato il dito contro l’altro sta in una situazione più svantaggiosa. Un miliardo e 400 milioni di persone diventeranno l’ultimo stadio del dolore umano: la depressione.

Depressione bipolare con lo stadio di euforia, di grandezza e di potere e lo stadio di disanimo, ritiro di volontà, isolamento, o mal di vivere.

Depressione maggiore che può colpire anche quel tipo di persona che è sempre stata allegra, con giorni felici e tranquilli e improvvisamente a causa di perdite drammatiche, alcune irreparabili, uccide la sua gioia di vivere.

Depressione distimica che accompagna l’evoluzione della personalità. Quelle persone che sono sempre state pessimiste, conformiste, schiave dei pensieri drammatici costruiti nelle proprie menti.

 

Non importa il tipo di depressione fra 3 milioni di esseri umani, un milione e 400 milioni formeranno un quadro depressivo lungo la loro vita. Adesso se potessimo analizzare l’ansia, principalmente l’ansia ricorrente di una sindrome moderna chiamata sindrome del pensiero accelerato non raggiungeremo il 50% delle persone, ma il 70% , l’80% o il 90% delle persone. Ripetete con me: Pensare fa bene, pensare con coscienza critica è ottimo, ma pensare troppo senza limiti ci fa diventare i nostri più grandi carnefici. Chi pensa troppo si ferisce di più. Avreste il coraggio di lasciare la vostra auto accesa 24 ore al giorno? La custodireste nel garage con ancora il motore acceso? Questa sarebbe una irresponsabilità nei confronti del surriscaldamento globale, nella economia del carbone, usando le risorse di questo pianeta e della terra. Ma è incredibile, noi lasciamo la nostra mente accesa 24 ore al giorno.

 

Chiaramente anche quando dormiamo sogniamo e i sogni sono importanti perché lì ricapitoliamo, liberiamo l’immaginazione, disegniamo personaggi, ambienti e circostanze ma la velocità del sogno, il livello di ansia è molto grande, o perché le persone pensano troppo prima di dormire, oppure hanno sogni agitati e si svegliano stanche. Chi si sveglia stanco qui? Alzi la mano…una platea di stanchi…Non avete dormito stanotte? Certo che sì ma il sonno non è più riparatore. Il sonno sta lasciando il suo ruolo di motore della vita, perché una mente che non si spegne, è una mente che spreca irresponsabilmente energia di un altro pianeta: quello dell’EMOZIONE.

Spreco di energia emozionale inutile. Chi pensa eccessivamente senza controllo perde energia emozionale, intellettuale, probabilmente quasi il 50-60% di energia che usiamo non da piacere, allegria, creatività, non ci fa reinventare, è una perdita inutile e atroce che svuota le emozioni e il cervello.

 

Chi fra di voi ha mal di testa o dolori muscolari alzi la mano.

L’80 o il 90% di questa platea sta oscillando come questo microfono fra il cadere e non cadere, e stanno rappresentando sintomi che riflettono che il tuo cervello non sopporta più il livello di ansia. Dolori di testa e muscolari e altri sintomi come tachicardia, nodo alla gola, perdita di capelli riflettono il GRIDO di milioni di cellule che stanno supplicando perché non ce la fanno più. Dovete cambiare il vostro stile di vita. Ma chi ascolta la voce del cervello? Chi ascolta le grida sorde e silenziose del nostro corpo? Siamo LENTI nell’ascoltarci. Non sopportiamo un rubinetto che sgocciola, non sopportiamo un rumore diverso nelle nostre auto, ma sopportiamo i segnali drammatici del nostro corpo, perché non prestiamo attenzione agli avvisi che ci informano che stiamo a un processo di decadimento fisico ed emozionale.

 

Quando mi laureai in medicina negli anni ’80 una persona su venti sviluppava un cancro e noi speravamo che nel ventunesimo secolo controllando il tabagismo, alcolismo,l'so dei pesticidi, l'inquinamento ambientale e le cattive abitudine alimentari, le statistiche sarebbero state molto più generose, tipo uno su cinquanta, uno su cento, ma io ho lavorato con i ricercatori del più alto livello in questo settore nel paese e nel mondo e ho parlato in merito alle statistiche e i fenomeno con loro. Noi non siamo a uno su cinquanta ma a uno su quattro, o cinque. Il 20% di questa platea ha la possibilità di sviluppare un tumore, ma cosa sta succedendo?

Il tumore è formato da una cellula che vorrebbe essere sempre giovane, non rispetta l’omeostasi dell’organismo, l’equilibrio del corpo, tra miliardi di cellule queste prendono il sopravvento, si moltiplicano senza alcun controllo e assorbono tutto ciò che incontrano a dispetto della salute, della vita, dell’esistenza e una mente iper pensante e con pensieri accelerati, tesa e che non si spegne, E’ UNO DEI FATTORI che promuove questo processo o mette in difficoltà gli anticorpi per combattere la cellula cancerosa. E’ quindi uno dei fattori che dobbiamo tenere in conto per cui ci stiamo ammalando drammaticamente e perché stiamo sviluppando tanti tipi di cancro. Pertanto la prevenzione passa dall’essere umano.

 

Se fossimo minimamente responsabili ci fermeremmo davanti a un semaforo e controlleremmo da entrambi i lati e faremmo attenzione. Negli stati uniti bisogna fermarsi anche se non c’è nessuno, altrimenti ricevereste una multa. Qui in Brasile abbiamo più irresponsabilità in questa aerea, e perlomeno dovremmo diminuire la velocità ma superiamo il semaforo. E allo stesso modo nella nostra mente non facciamo nessuno sforzo per rallentare e pensare per esempio di non essere obbligati a comprare ciò di cui non abbiamo bisogno?

Qualcuno mi sta offendendo? Mi ha calunniato e criticato?  Non sono obbligato a entrare come un trattore ad alta velocità e superare tutti?  Perché non rispetto il mio corpo? La mia tranquillità? La mia pace? La meraviglia per la vita, Per cosa? Per diventare macchine da combattimento o da lavoro?

 

Adesso pensiamo a come stanno i bambini in questi tempi. Chi è professore qui? Alzi la mano. Avete notato che i bambini stanno sempre più agitati? Secondo una diagnosi i bambini soffrirebbero di iperattività. Deficit d’attenzione. E si prescrivono il Ritalin o altri farmaci senza alcun controllo. Qui fuori dal nostro paese persino nelle scuole. In Europa persino i presidi delle scuole hanno degli addetti che durante gli intervalli somministrano farmaci per controllare il livello di ansia dei bambini. Senza percepire che in realtà non hanno iperattività o disturbo di deficit d’attenzione. Appena l’1-10% dei bambini per causa genetica può sviluppare questo problema, ma non l’80-90% dei bambini e adolescenti oggi sono inquieti, non riescono a stare cinque minuti senza far niente, contemplando la bellezza delle piccole cose, dando spettacolo ai propri occhi, fanno spesso errori perché

non hanno il tempo di elaborare le esperienze perché....

 

una mente iper pensante, una mente agitata quando è vicina al dolore non ha tempo per aspettare prima di agire, mettersi al posto dell’altro, di elaborare le perdite e le frustrazioni, sviluppare la resilienza, e così invece di aprirci una finestra di benessere e leggerezza ne apriamo una di tensione, una finestra killer, che aumenta ancora di più il livello di ansia, intolleranza alle frustrazioni e alle piccole contrarietà reagirà con un impatto molto forte.

 

Questi bambini e adolescenti come gli adulti di oggi stanno sviluppando collettivamente la sindrome del pensiero accelerato.  L’eccesso della informazione ha cospirato contro la mente umana, pensavamo la quantità di dati formassero il pensatore. Chi aveva più informazione per fare un paragone?

Einstein nel passato o gli ingegneri e i fisici, i bravi ingegneri e fisici contemporanei? Chi? Comparativamente? Einstein sviluppò in 27 anni una delle teorie più complesse della scienza ma la quantità di dati a sua disposizione era inferiore di quella a disposizione degli eccellenti ingegneri e fisici attuali, ma perché loro non producono teorie, nuove conoscenze, nuove idee, perché non rompono lo schema della routine? Perché non è la quantità di dati a formare un pensatore ma la capacità di organizzare e utilizzare. Non è la quantità di mattoni in un terreno vuoto che va a determinare il grado di abilità di un architetto ma il modo in cui organizza questi mattoni e altri materiali, altrimenti diventano spazzatura.

 

Parlo con molta sicurezza di questo ma anche con molta umiltà e senza alcuna ostentazione ho prodotto una delle più rare teorie di costruzione del pensiero e il processo di formazione dei pensatori spiegando come uomini e donne escono fuori dalla curva. Quali strumenti hanno utilizzato intuitivamente per liberare l’immaginazione, per costruire idee innovatrici, per reinventarsi nelle difficoltà'  Visto che oggi le difficoltà ci appaiono così enormi. Siamo così preoccupati a scrivere tesi che abbiano un massimo numero di note che ci dimentichiamo del prologo, della capacità di correre rischi, della capacità di usare l’arte del dubbio, per dubitare di tutto ciò che ci controlla, dei paradigmi, delle nostre verità, delle verità degli altri, per costruire nuove idee.

Chi non mai hai avuto intimità con l’arte del dubbio sarà uno schiavo col suo destino programmato, e reagirà con i figli, con se stesso e con la vita in una certa maniera. La sindrome del pensiero accelerato è ATROCE, trasforma un essere umano brillante in un essere umano oscuro, un essere umano che osa in un essere umano incarcerato nella routine, un essere umano che può impegnarsi in un essere umano conformista e un povero triste che si auto compassiona.

 

Ripetete con me: Chi vince senza rischi trionfa senza gloria. Perdite, fallimenti e crisi fanno parte di un processo, nessuno è degno del podio se non usa i suoi fallimenti per conquistarlo!

Nessuno è degno della saggezza se non usa le sue lacrime per innaffiarla. E le decisioni più importanti della vita sono quelle solitarie. Non pensiate che le persone vi aspettano per applaudirvi. A volte persino le persone che amate di più non vi sosterranno e dovrete assumervi questo rischio per poter prendere delle decisioni professionali, familiari, accademiche e sociali. Ma, una mente iper pensante giorno dopo giorno, e quanto più successo più avrà difficoltà a sviluppare le sue attitudini e produrre nuove idee. Il successo è molto più difficile da elaborare che il fallimento. Il rischio del successo è quello di diventare schiavi del bisogno nevrotico di mantenerlo, in ogni area. Ed è per questo che grandi idee sono state prodotte nell’infanzia dei pensatori, le regole matematiche sono state formulate da bambini, ragazzi di 10-20 anni, adolescenti, perché quando arriva il riconoscimento, gli applausi, i titoli accademici arriva la paura di andare in aeree mai prima respirate. Ed è lì che diventiamo come ingessati, VITTIME DELL’ANSIA!!!!!

 

Dal bisogno tensionale di seguire un sentiero già stabilito. Arriva tuo figlio con un problema e sente ansia? Ed ecco che il genitore lo criticherà. Le coppie iniziano la loro relazione alla vetta dei cieli, pensando che non si separeranno mai. Avete presente quelle coppie mielose che si chiamano caro, cara, amore, e via discorrendo? Sono capaci di sopportare qualsiasi cosa, freddo, tempeste, liti con i suoceri, problemi della vita, ma senza alcuna gestione dell’emozione le coppie iniziano le relazioni nell’alto dei cieli del romanzo e la concludono nell’inferno dei litigi.

Non c’è più sostegno perché l’io non è più il protagonista della nostra storia, ma diventiamo vittime delle cattiverie e delle miserie delle finestre traumatiche, vittime della routine massacrante, che la società forma, vittima del nostro ingessamento del nostro controllo malato che superano le capacità che potremo sviluppare più a lungo. Un controllo che non è auto-controllo libero, lieve e spontaneo. E’ un controllo incarcerante. La droga crea dipendenze. Ma i comportamenti anche.

 

Grande parte della mancanza di soluzione che non trovate, non avviene perché non avete abilità ma perché il corpo e la mente si sono abituati a incamminarsi in alcune strade e sentieri, impedendoci di avere accesso a migliori archivi con miliardi di dati. Voi non potete immaginare quante trappole esistono nella vostra mente.

Tutte le volte che siete angustiati e tesi, siete stati imprigionati in alcune strade della memoria. Se provate sentimenti di colpa, di auto-punizione, auto-abbandono, sentite che la vita manca si sapore, piacere e incanto, abbiate certezza di essere prigionieri, anch’io sono prigioniero, perché tutte le emozioni dipendono dalla finestra che aprite nella stanza del cervello. Se si aprono in determinate finestre che sono traumatiche ce ne nutriamo e a volte ce ne nutriamo cronicamente, ossia continuamente.

E così diventiamo quelle persone pessimiste, depresse, angustiate, persone che hanno difficoltà di scommettere in se stesse e ricostruire la loro propria storia.

 

Ribadisco quindi che la sindrome del pensiero accelerato a volte confusa con la sindrome di deficit d’attenzione e iperattività che avviene nella nostra mente per eccesso di dati, eccesso di attività, e a tanti magistrati ho dedicato conferenze in merito, spiegando il perché si è contrari al lavoro che rende schiavi, ai bambini che lavorano sporchi nelle miniere senza alcun diritto a studiare e giocare e avere una esistenza leggera e formarsi una personalità ricca. Ma ciò che noi non percepiamo è il lavoro intellettuale che schiavizza. Bambini che hanno tempo per tutto ma non per avere la loro infanzia, li collochiamo in un eccesso di attività pretendendo di formare menti brillanti e senza saperlo viziamo le loro menti che hanno bisogno di molto per sentire poco. Donare un eccesso di regali ai vostri figli, é un crimine senza precedenti. E’ meglio dare raramente regali e offrire ciò che i soldi non possono comprare. Parlate con i vostri figli delle vostre lacrime, dei vostri fallimenti, affinché sappiano che nessuno è degno del podio se non ha attraversato questi passaggi.

 

E’ meglio donare ciò che il denaro non può comprare rispetto a ciò che può comprare perché l’eccesso di stimoli materiali abitua i bambini in determinati cammini e strade e secondo la metafora sono prigionieri nelle stanze cerebrali e non riusciranno più a reinventarsi e liberare la loro immaginazione, avere incanto per la vita e fare di essa uno spettacolo.

Stiamo vivendo nell’epoca dei mendicanti emozionali e non ne siamo consci. Nel passaggio fra il diciottesimo al diciannovesimo secolo in Francia ci fu l’epoca dei mendicanti. Tante guerre, corruzione, economiche, politiche, controllo di una minoranza su una maggioranza, scarsa produzione alimentare, si inciampava fra mendicanti, almeno un terzo della popolazione soffriva di malnutrizione, ma ciò di cui non abbiamo parlato mai è che stiamo vivendo nell’epoca dei mendicanti emozionali.

 

Persone che hanno bisogno di moltissimi stimoli per poter finalmente provare piacere. Ciò è di una serietà molto importante. Mai prima avevo visto prima bambini e adolescenti così tristi, con il bisogno di tanti eventi per animarsi un po’.

Se non riuscite a stare soli con voi stessi qualcosa non funziona. Se non riuscite ad abbracciarvi e dirvi parole d’amore, se non riuscite a fare una dichiarazione d’amore per la vostra storia, qualcosa non va bene. Potete essere ottimi per la società, ma siete carnefici di voi stessi, vittime dell’ansia. Principalmente di questo tipo d’ansia: la sindrome del pensiero accelerato.

Eccesso di informazioni, eccesso di attività, eccesso di uso di attività digitali. Quante volte vi vedo cliccare ogni momento sul cellulare, che paranoia! E mandando continuamente messaggi agli amici. E se nessuno condivide…ecco che arriva un attacco di rabbia! L’essere umano non riesce a fare il viaggio più importante che c’è in questa bellissima e breve vita esistenziale: il viaggio dentro se stessi.

 

 

Ansia ed emozioni- seconda parte- IGIENE MENTALE

 

 

Non sanno usare l’arte del dubbio che è l’arte della conoscenza della filosofia, l’arte delle critica, della conoscenza, della psicologia, della determinazione strategica e l’arte della determinazione della gestione delle emozioni che è importante nel controllo delle emozioni per fare igiene mentale. Non dubitano delle loro false verità, non dubitano dei loro pensieri disturbanti e non dubitano delle proprie incapacità, non criticano le proprie idee, non criticano le proprie emozioni tese, non criticano la passività dell’Io che assiste come spettatore e provano a risolvere i problemi senza mettere nulla in pratica, non determinano l’essere LEADER di se stessi. Non determinano l’essere protagonisti della propria storia per dirigere le proprie emozioni.

L’arte del dubbio, della critica e della determinazione strategica sono stati i veri strumenti intuitivi per risalire la curva e diventare grandi pensatori. Tutti i giorni dovremmo fare questa igiene mentale, tutti i giorni dovremmo attuarla dentro di noi, tutti i giorni dovremmo costruire finestre di leggerezza per stabilizzare le emozioni.

Chi a volte si sente un vuoto, è invaso dalla tristezza,o prova stato di agitazione mentale? So che siete la maggior parte, alzate le mani. Bene, se ogni giorno lo faceste e costruiste finestre leggere, produrreste nuclei d’abitazione per l’Io. E lì proseguirete per un mese, un anno, due anni, con un piacere molto più consistente, profondo, uno stato di soddisfazione più ricco, una capacità più intensa di contemplare la bellezza, una capacità di non svendere la vostra pace per un prezzo già visto, in maniera più intelligente, ma senza la gestione dell’emozione siamo come una foglia portata dal vento. E se c’è molta pioggia ci stacchiamo dal ramo e se ce n’è poca non ci sarà refrigerio e in fine non ci sarà nessuna stabilità e nessuna profondità.

E’ molto triste sapere che oggi gli strumenti con i quali lavoriamo possono essere fondamentali per prevenire il suicidio, possono prevenire disturbi come l’ansia, l’umore depressivo, fobie, droghe e altri disturbi come anoressia, bulimia, è molto triste sapere che tecniche così fattibili e disponibili che sono dentro ogni essere umano non vengono utilizzate. Siete stati vaccinati? Contro la tubercolosi e altro ancora? Ma quali sono i vaccini che utilizziamo per costruire queste finestre leggere, i vaccini sono virus attenuati, o frammenti genetici che inducono la formazione di anticorpi perché quando il virus vuole invadere il flusso sanguigno questi anticorpi li riconoscono e combattono.

I vaccini emozionali dovrebbero produrre abilità affinché possiamo affrontare ogni pensiero disturbante, ogni idea auto-punitiva, ogni stato di vuoto ma semplicemente non le attuiamo perché stiamo ancora all’età della pietra per quanto riguarda la gestione dell’emozione.

 

Sono molto triste nel sapere di essere una delle voci solitarie in questo campo,  da un lato si sta evolvendo un programma della gestione delle emozioni, dall’altro sono amareggiato nel pensareche che da quando sto parlando ogni 40 secondi una persona si è suicidata su questa terra. Ogni quattro secondi una persona ha tentato il suicidio, e in ogni secondo una persona ha pensato di morire.

 

Nessuno di loro di fatto vuole morire, e quando pensano di voler morire in realtà hanno ancora sete di vita. Una persona che pensa di morire in realtà vuole far morire la tristezza, il dolore, vorrebbe essere autonoma e padrona di se stessa ma siccome non ci riesce allora se la prende con il proprio corpo, ma solo il corpo muore.

Nessuno muore per la depressione o gli stati depressivi o per amarezza, è il corpo a non farcela più. Un corpo che soffre di depressione può sviluppare malattie psicosomatiche ma è il corpo a collassare. Questo organismo cosi tanto complicato che sostiene la vita, in fondo vuole solo uccidere il dolore e non la propria esistenza.

E se questi strumenti fossero usati per affrontare, dubitare, svegliarsi, criticare, riciclare loro potrebbero uscire da quella condizione di vittime e diventare finalmente protagonisti della propria storia.

 

E ovunque io sia andato ho incontrato persone che utilizzavano strumenti che ci sono nei miei libri. Sconsiglio che chiunque usi degli strumenti senza la guida di un professionista della salute mentale ma ci sono milioni di persone che utilizzano questi strumenti e stanno smettendo di essere servi e riuscire a scrivere la propria storia almeno minimamente, una situazione accettabile.

Qualcuno ha utilizzato qui gli strumenti che ho passato nei miei libri? E ne avete tratto benefici? 

 

Tutti i giorni sino all’ultimo respiro esistenziale non possiamo smettere di scrivere la nostra storia. Non possiamo lasciare aperte solo le finestre traumatiche, le finestre killer quelle degli abbandoni, delle privazioni, delle crisi che abbiamo passato oltre tutti i problemi esterni: crisi economica, crisi lavorativa, le altre difficoltà della vità. I rifiuti, gli abbandoni, i tradimenti, le esclusioni sociali. Non lasciate che questi restino i capitoli principali della vostra biografia, ci potranno essere anche quelli delle finestre killer ma non lasciate che diventano i capitoli principali, ma testi e capitoli secondari. Infelicemente è ciò non accade perché in nessun percorso formativo dalle elementari all’università MAI viene insegnato come gestire l’io.

 

No, questo argomento non viene mai affrontato. Entriamo nella vita senza essere preparati a guidare il più complesso fra tutti i veicoli, la più complessa fra tutte le navi, il mezzo mentale. Chi si organizza il funerale prima del tempo alzi la mano per favore. Vi piacciono i funerali? Ma perché già aspettiamo il futuro e ci angustiamo per ciò che deve ancora accadere?

Ciò che non sappiamo è che esistono almeno quattro elementi capaci di leggere la mentre senza il suo permesso.

Sapete pensare? Si o no?  Sapete guidare per portare le vostre auto dove desiderate? Si o no? Quando andate a trovare i vostri genitori o smettete di lavorare decidete in maniera concreta? Organizzata? Logica? Si o no? Certo che sì. Ma se decideste di guidare la vostra auto a destra e lei girasse a sinistra sarebbe un film d terrore ma nella mente umana succede tutti i giorni. Vorresti non pensare a disamore ma ci pensate, non vorreste pensare alle persone che vi hanno ferito, ma ci pensate, e se lo detestate lo porterete a dormire con voi! Perché? Perché non è solo l’io che dirige il veicolo mentale, oggi ci è più chiaro. Ciò che i grandi pensatori non hanno avuto la possibilità di studiare come Freud, Jung, Piaget, Vigostj, Meloponti, Satir e tanti altri che hanno pensato che il pensiero fosse un fenomeno già prpnto ma non hanno avuto l’opportunità di studiare come si costruisce il pensiero e da chi è costruito.  Quindi l’educazione classica crede che l’io è il grande costruttore del pensiero, l’unico costruttore. I docenti insegnano milioni di dati sul mondo in cui viviamo, dalle scuole medie all’università, abilità fondamentali come pensare prima di reagire, o mettersi nel posto dell’altro, resilienza, capacità di reinventarsi, altruismo, solidarietà, gestione delle emozioni e in verità tutto ciò non avviene, perché tutte le conoscenze che abbiamo ci insegnano a lavorare in questo mondo, e a volte lavorare in maniera inadeguata, ma non ci insegna a lavorare nel mondo in cui siamo, a dirigere questo veicolo, che ha vari co-piloti.

Il primo co-pilota è il grilletto della memoria, quando stavo riflettendo, cercando, e analizzando a un certo punto ho pensato: “Caspita non è l’io che legge la memoria questo grilletto spara e apre altri fenomeni, chiamatati le finestre della memoria, un determinato archivio che in un determinato momento si apre, è una area di lettura di una certa esperienza di vita. Adesso che mi state ascoltando state assimilando verbi, aggettivi, pronomi che sto pronunciando, se aveste conoscenza sul processo di costruzione del pensiero rimarreste sorpresi nello scoprire che non è l’io che sta percependo strade e viali e indirizzi per identificare i verbi, ma fenomeni incoscienti. Il grilletto spara a una velocità quasi come quella della luce e apre miliardi di archivi con milioni di dati affinché possiate assimilare una piccola informazione.

Pertanto due copiloti, solo che c’è un problema, quando la finestra è traumatica o killer il volume di tensione è così alto da far entrare in scena un altro copilota, chiamato l’ancora della memoria. E l’ancora può chiudersi tanto che un altro copilota, il quarto, incomincia ad attivarsi psico-dinamicamente, e si chiamo autoflusso. Legge la memoria e produce una serie di pensieri perturbanti , stupidaggini, sentimenti di colpa, angustia, e non vorresti pensare a chi ti ha offeso ma ci pensi, e l’io che pensa di essere protagonista non vorrebbe pensarci ma in fondo la volontà non prevale. Sembra come un film di terrore nella nostra mente quando in verità ci sono quattro copiloti che hanno usurpato l’io sino a controllarlo. E ciò include la sindrome del pensiero accelerato. Senza il grilletto della memoria non comprendereste il mondo che vi circonda, se voi guardaste questo bicchiere non sapreste che si tratta di un bicchiere che contiene acqua ma siccome voi spingete il grilletto e aprite miliardi di finestre, identificate un bicchiere che non è un bicchiere, non è una nuvola, non è un tappeto, non è milioni di altre cose. E questi sono fenomeni incoscienti, che sono entrati in scena. Grilletto uguale finestra. Cosa succede con una finestra traumatica? Per esempio, paura di parlare in pubblico. Avete studiato la materia, conoscete ciò di cui andrete a parlare  vi siete allenati nella vostra stanza, davanti a vostro padre o vostra madre, davanti allo specchio e adesso vi sentite pronti. Solo che, prima che l’io entri in scena entrano anche i copiloti, e noi lo sappiamo bene, e tutto avviene in maniere inconsapevoli, così quando vi alzate per parlare, davanti al microfono, o se avete fobia sociale, sparate il grilletto, aprite la finestra killer e in questa finestra killer ci sono i fantasmi i vampiri che ti succhieranno sangue detto metaforicamente, ossia la paura che gli altri vi giudichino, giudizio, angustia, paura di parlare, paura di non rispondere alle aspettative. Ma aspettate un attimo, non avete aperto la finestra di tutto ciò che avete appreso ma quella definita killer. E il suo volume è diventato così forte da fare in modo che l’ancora si fissasse, e il quarto fenomeno, l’autoflusso, fa arrivare il pensiero di incapacità di parlare, di non essere compreso, idee che fanno mancare l’aria alle persone. Ciò accede in tutti i settori della vita. Che sia in un atto sessuale, in un ritiro di un premio, durante una prova orale, quando qualcuno vi ha ostacolato per la strada e avete provato un attacco di rabbia. Questa spazzatura psichica può incarcerarci.

 

Una persona che conosco che soffre di claustrofobia e ha paura dei luoghi chiusi ha dato una brillante conferenza, non ha fobia sociale, ha parlato con maestria, proprietà di linguaggio, una persona apparentemente molto sicura, ma quando entra nell’ascensore, si ripromette che non ne avrà paura pensa che l’ascensore ha meccanismi di sicurezza, e voglio essere una persona che non sia mai più schiava della paura, ma non appena arriva lì, appoggia il piede e spinge il grilletto, apre una finestra killer, l’ancora si fissa e l’autoflusso comincia a leggere la memoria, e a gridare che l’ascensore si fermerà mi mancherà ossigeno, avrò un infarto e così via.

Mi ricordo di un cliente che ha passato 7 anni piangendo pensando che sarebbe morto per i l virus dell’AIDS, letteralmente piangendo, ed era uno dei migliori capi commerciali del paese, ha ricevuto premi in Francia, e così via.

Mi potreste dire, dottor Cury, è facile, basta chiedergli di fare il test dell’HIV. Eh si, in effetti lui ha fatto il test , gliel’ho chiesto, e il risultato è stato negativo e così quell’uomo ha terminato con sette anni di angustia e pianto ma dopo una settimana è entrato nella finestra killer e ha ricominciato a fare analisi su analisi restando imprigionato nell’unico luogo dove dovremmo essere liberi.

Chi ha qualche tipo di fobia qui alzi la mano. Fobia e paura, alzate le mani.

Paura dell’aereo?

Bene nella paura dell’aereo c’è la paura di non poter controllare quel mezzo. Perché non abbiamo paura della macchina? La possibilità di incidenti con la macchina molto più elevata, solo che lì avete un minimo di controllo, ci sono gli alberi, l’asfalto, l’ambiente ma nell’areo la trepidazione è che possa cadere ma in verità il problema non sta nell’aereo ma del grilletto, nella finestra e nel fenomeno che vi incarcererà, e quindi l’ancora, l’autoflusso e l’io diventerà sempre di più spettatore passivo.

Quale altra paura ? I ragni?

 

Mi ricordo di una paziente che è stata sequestrata ma la sua paura non era il sequestro ma trovare ragni durante il periodo di prigionia. E ciò era così forte da parlarne con i sequestratori che pulirono l’ambiente perché finire nella rete di un ragno piuttosto che in quella dei sequestratori era più traumatico. Perché ciò che è registrato nella finestra della memoria. Il dramma non deriva dall’oggettività ma dalla interpretazione registrata in quella finestra. Per questo le persone che avrebbero tutti i motivi per essre felici, sono tristi.

Conoscete persone così?

Infelicemente l’essere umano costruisce più barriere di protezione che nelle grandi città e il nostro obiettivo finale è attuare, impugnare, cambiare per diventare protagonisti della propria storia.

Facendo una media ogni quanto facciamo una doccia? Ogni 24 ore. Ci sono persone a cui non piace molto la doccia, ne abbiamo parlato ieri in una conferenza sulla educazione. Ci sono persone che ritardano di 2-3 giorni per fare una doccia, altri una settimana. Bene ho avuto pazienti che facevano 40 docce al giorno. Sempre a causa di questa finestra killer. Uscivano dalla doccia, pensavano che l’asciugamano fosse sporco, l’ambiente anche , l’ancora si fissava ed ecco il quarto fenomeno, l’autoflusso.E se non tornavano a afare la doccia il livello d’ansia diventava così insopportabile da spingerli a rifare il rituale. Per questo abbiamo questa patologia. Il disturbo ossessivo-compulsivo.

 Come facciamo l’igiene fisica oggettiva per evitare che i batteri e i virus si impadroniscano di noi, cosa potremmo fare con l’igiene mentale? Ogni giorno produciamo pensieri che ci portano a soffrire per il futuro o rimuginare per il passato. Chi rimugina e soffre di frustrazioni alzi la mano. Potete essere sinceri e grazie per l’onestà. Quindi si tratta della maggior parte di voi. O soffriamo nella morsa del passato o cerchiamo di anticipare e controllare il futuro asfissiando l’unico momento solenne in cui è possibile essere felici, rilassati e realizzati: il presente. Solamente nel presente possiamo avere salute emozionale, libertà, creatività, stupore per la vita, piacere, soddisfazione, amore, coraggio. Tutti questi fenomeno sono il frutto di un unico tempo solenne chiamato presente. Ma molte persone qui soffrono per il futuro e rimuginano del passato perché una mente ansiosa asfissia lo spazio più noto per essere un essere umano brillante, ricco e imprenditore, lo spazio del presente.

 

Ora, l’igiene mentale deve essere effettuata sia quando sentiamo odio, desiderio di vendetta, sia quando sentiamo le preoccupazioni riguardo il futuro. C’è un fenomeno che può portare via tutta questa spazzatura mentale che cospargiamo sul palco. Sappiate che quando avrete un attacco di rabbia, prima o poi passerà, e se proverete un sentimento di colpa passerà. Non esiste un sentimento di colpa che duri più di 24 ore, può rinnovarsi in un altro giorno, ma si dissiperà, dopo alcune ore vi distrarrete. Chi ha una depressione grave è perché alimenta continuamente il pensiero.

Facciamo l’esempio di una persona che ha vinto l’oscar, oscar come miglior attore o attrice, sarà super felice, ma potrebbe capitare che durante la festa dell’oscar si sentirà frustrata a causa di un cameriere, un collega, o altro e quella felicità lascerà il posto ad altro. Le emozioni si rinnovano tutti i giorni, in vari momenti, e hanno bisogno di rinnovarsi perché non possiedono una stabilità piena e completa.

 

Il pensiero è ancora più fluido perché dura appena alcuni secondi. Voi lo producete e in breve andrà via, l’emozione può durare per più tempo.

Bene, la questione è la seguente. Le emozioni di tensione, rabbia possono andare via dal palco, ma non dalla mente, si localizzeranno nella RAM Registro inconscio automatico della memoria. Archivierà tutto nell’ imbastitore della mente formando delle finestre. Il 90% delle finestre sono neutre, il 10% sono finestre killer traumatiche o leggere. Il problema è che il numero di finestre è così alto, asfissiano il piacere di vivere. Per questo dobbiamo correggere il pensiero di Freud per cui nei primi sette anni dell’infanzia i traumi porteranno il futuro adulto ad avere una vita traumatica. Traumi come abusi, perdite irreparabili.

Oggi sappiamo che pur avendo avuto una infanzia infelice e una adolescenza sana se l’io non apprende a gestire le emozioni basterà un evento stressante, una critica, una umiliazione, una crisi economica, un tradimento registrate come finestre altamente traumatiche definita finestra trumatica doppia P che ha il doppio potere di incarcerare l’io e il potere di fissare l’ancora , avviare l’autoflusso, il quarto fenomeno e  leggere nella memoria e quanto più legge e rilegge produce pensieri angustianti e più la memoria RAM registra nell'inconscio, desertificando le aree nobili.

Quindi, ripeto, in qualsiasi epoca possiamo ammalarci se non impariamo a fare igiene mentale.

Se pertanto avete prodotto fenomeni che vi hanno amareggiati è vostro compito criticare, discordare e agire per avere un rapporto d’amore con la vostre salute psichica. E se facessimo questo non avremmo tre miliardi di esseri umani che si ammaleranno di disagi mentali. E in pochissimi si cureranno

Ma perché? Perché è costato, perché comporta sacrificio, perché esiste preconcetto, perché si pensa ancora che problemi psichici siano ad appannaggio di persone deboli e fragili, quando in verità ogni essere umano è imperfetto, ha la sue fragilità, ha i suoi momenti difficili. Dovremmo collocarci come esseri umani in costruzione. L’autodistruzione e l’auto abbandono è peggiore di tutte le solitudini.

Se la società mi abbandona, la solitudine è sopportabile, ma se io stesso mi abbandono la solitudine è intollerabile. Pertanto se il mio io si impunta o è in disaccordo con tutto questo nei primi 5 secondi la spazzatura non sarà registrata in modo traumatico. Perché non avete il tempo di elaborare nella vostra mente, non avete minuti ma appena 5 secondi, dovete essere rapidi, i vostri figli devono essere rapidi, i vostri alunni devono essere rapidi, in 5 secondi non fate un grande discorso e né fate una grande camminata, forse solo alcuni passi, ma in cinque secondi possiamo cambiare una storia verso il bene o il male. Un docente che accusa un alunno che non combinerà niente nella vita causerà dei problemi. Una persona brillante di cui ho molto rispetto mi ha detto:

“Augusto, quando ero giovane sono andato a presentare un lavoro a scuola, ma il docente non mi fece parlare preferendo il lavoro di altri colleghi. Ed io mi sentii umiliato, frustrato, e questo ha aperto una finestra killer e a partire da quel momento ha registrato quell’evento. Bastano 5 minuti per cambiare una storia verso il bene o il male. I genitori che dicono ai loro figli “mi deludi sempre” o le coppie che si ripetono “io non so perché sto con te ancora sino ad oggi” ,  “Io non ti tollero!” Attenzione.

Certi stimoli stressanti aprono la finestra killer doppia p traumatica del potere, potere di carcerare, di fissare, potere di auto alimentarsi e noi non ne siamo consci. Pertanto insegniamo ai bambini e agli adolescenti a fare igiene mentale. E per questo che abbiamo creato il programma della scuola di intelligenza per insegnare a questi bambini ciò che non abbiamo avuto modo di insegnare e imparare. Ci sono voluti trent’anni per sviluppare questo progetto, forse è stato il primo progetto mondiale e ci vengono le lacrime ogni volta che misuriamo i risultati. Vedere bambini di 7 anni che dicono al proprio padre: Papà hai perso il tuo auto-controllo. E oggi mi trovavo bella scuola “Pequeno polegar “con tanti bambini di 6, 7 anni a cui ho chiesto cosa avessero imparato e un bambino di 8 anni ha risposto: ho imparato a non essere schiavo delle mie paure.  Un altro ha risposto “Ho imparato a pensare prima di agire” e un’altra ancora ha risposto “ ho imparato a non volere tutto e subito”. Ho imparato ad avere pazienza, a mettermi al posto dell’altro. Tutte cose che noi non abbiamo mai potuto studiare perché al massimo ci hanno parlato di valori etici-morali. Importanti certo, ma le abilità emozionali dovrebbero far parte di tutti i curriculum. Che sogno, bambini e adolescenti, entrate in questo sogno, aiutiamo l’umanità perché la regola delle regole d’oro delle persone felici è imparare che aiutare l’essere umano a reinventarsi e renderlo felice è il miglior modo possibile di irrigare la nostra felicità.

Adesso chi fra voi ha già provato ad aiutare una persona paurosa?

Adesso…il pensiero è virtuale o reale?