La depressione secondo Micheal Yapko

Risultati immagini per michael yapko

La depressione é, da un po' di anni, il problema psicologico più diffuso nel mondo occidentale ed é probabile che i fattori che hanno favorto lo sviluppo di questo problema siano di natura più sociale che genetica. Si tratta di un disordine complesso che non presenta una singola causa, un singolo trattamento o un singolo elemento caratterizzante. Secondo il Dottor Yapko la depressione è il frutto di modi di interpretare e reagire alle esperienze: é qualcosa che implica un complesso insieme di proiezioni riguardo a se stessi, alla vita, all'universo, a tutto.

Chi soffre di depressione é una persona a cui non é stato insegnato come sviluppare specifiche mosalità di pensiero, sentimenti o comportamento che proteggono dalle difficoltà della vita.

Queste modalità si possono imparare, in tempi brevi e con successo. Il percorso proposto non prevede un'analisi lunga ed estenuante del passato perché esaminare la storia di ognuno può spiegare alcuni aspetti della depressione, ma non cambiarli. "E' più utile immaginare che chi legge queste parole possa avere la speranza che le cose cambino, la settimana prossima, il prossimo mese, il prossimo anno e per tutto il resto della vita. L'attenzione è posta sul cambiamento del PRESENTE con un occhio al futuro. 

DISTORSIONI COGNITIVE

Aaron T. Beck , noto psichiatra che ha studiato per pià di trent'anni gli schemi di pensiero degli individui depressi, ha osservato (come anche altri esperti del settore) che le persone depresse spesso compiono errori nell'interpretare le esperienze. Beck concepì l'approccio noto "terapia cognitiva" per individuare tali distorsioni e correggerle.

Ognuna delle distorsioni cognitive elencate rappresentra una modalità di interpretazione di informazioni ed esperienze che stimola i sentimenti depressivi. Il modello cognitivo insegna che le emozioni sono direttamente legate alle percezioni, l'accento è posto sulla possibilità di reagire agli eventi in maniera il più possibile razionale. La razionalità consiste nell'imparare ad avere le idee chiare e a soppesare i dati di fatto prima di giungere alle conclusioni, mantenendo così i sentimenti in linea con la realtà. Una giusta dose di razionalità, ben gestita e integrata, può alleviare e prevenire molti episodi di depressione. In che modo? Evitando che le persone si perdano negli aspetti dolorosi dei loro pensieri distorti. 

 

Elenco distorsioni cognitive

 

Pensiero del tutto o nulla (dicotomico)

Ipergeneralizzazione

Filtro mentale (percezione selettiva)

Esclusione del positivo

Saltare alle conclusioni

Esagerare (catastrofizzare) o minimizzare (banalizzare)

Ragionamento emotivo

Affermazioni basate sul dovrei

Etichettare e mal etichettare

Personalizzare

 

 

PENSIERO DEL TUTTO O NULLA

 

Il pensiero del tutto o nulla consiste nella tendenza a dare interpretazioni estreme. Proviamo a individuare cosa c'è di estremo nei seguenti esempi:

prendere 28 a un esame e sentirsi un fallito, non ottenere una promozione sul lavoro e sentirsi un perdente, non ottonere un'approvazione unanime e sentirsi rifiutato. Ogni volta che lasciamo che un dettaglio negativo rovini un'intera esperienza, dimostriamo di applicare una modalità di pensiero dicotomica.

Il pensiero estremo è connesso a una bassa tolleranza di fronte alla frustrazione e all'ambiguità. La gente ama la chiarezza e la certezza, perchè la confusione è destabilizzazione. La mancanza di certezza riguardo alla risposta migliore da dare in una certa situazione può creare un bisogno pressante di risolvere la questione immediatamente.Cercando di comprendere la situazione il più velocemente possibile, però, si rischia di compiere errori di giudizio che potrebbero dimostrarsi pericolosi.

Molte situazioni della vita, forse la maggior parte, sono per loro natura ambigue. Sono pochissime le occasioni in cui è possibile applicare il principio del tutto o nulla. Adattarsi alla vita in maniera positiva significa riconoscere che esistono molte sfumature di buono, normale, giusto e morale. L'idea che due persone possano vivere in modi opposti eppure entrambi "giusti" rappresenta un salto verso un più alto livello di consapevolezza. Tale salto permette di accettare il prossimo. Inoltre assumendo un atteggiamento meno estremo, è possibile giudicare se stessi e gli altri meno duramente. Chi promette alla sua parte più critica di allentare la presa si accorge che molte delle cose che fa, anche se differiscono in parte dall'originale idea di perfezione, vanno bene.

 

 

 IPERGENERALIZZAZIONE

 

Ipergeneralizzare significa lasciare che una singola esperienza diventi rappresentativa di un'intera classe di esperienze. Per esempio, chi reagisce a una situazione completamente nuova come se fosse uguale a quelle già vissute dimostra di applicare la distorsione cognitiva della ipergeneralizzazione. Nel caso della depressione, l'ipergeneralizzazione emerge quando una persona giunge a una conclusione generale e poi la applica acriticamente a tutte le situazioni simili. Quando una persona si trova di fronte a un evento negativo può scegliere o riconoscere se si tratta di un tipo particolare di evento negativo, oppure lo utilizza per giungere a conclusioni ipergeneralizzate del proprio valore, (sono un incapace).Sul valore della vita (la vita fa schifo).  E su tutte le situazioni analoghe (succede sempre così).

Ipergeneralizzare significa anche non cogliere la differenza tra situazioni simili ma distinte.Quando una persona, per esempio, dopo una esperienza sentimentale dolorosa conclude che (tutti gli uomoni o tutte le donne ) sono crudeli ed egoisti, sta ipergeneralizzando. Perché? Perché non è possibile dire come siano tutti gli uomini o tutte le donne basandosi su un singolo esemplare e nemmeno su un numero maggiore di esempi che hanno portato sofferenza...

Succede che, quando una relazione si interrompe alcune persone decidano che: Poiché non ci si può fidare delle donne o degli uomini non sarò mai più vulnerabile e non mi innamorerò più. Quelle persone possono arrivare a costruire la loro intera vita su quell'ipergeneralizzazione e mantenere quella decisione irrazionale anche per anni. La soluzione consiste nell'imparare a distinguere le diverse situazioni, perchè ogni situazione può essere giudicata meglio se considerata singolarmente

Trattare tutti gli uomini o tutte le donne come se fossero identici è una chiara distorsione; per evitare la sofferenza di una separazione, bisogna imparare a giudicare con chi valga la pena di avere una relazione e da chi invece è meglio tenersi alla larga. Ci sono molti uomini e donne meravigliosi in giro, ma ci sono anche uomini e donne di cui non ci si può fidare.

Affrontando le convinzioni che solitamente sottostanno alla depressione, bisogna essere consapevoli del fatto che è proprio l'ipergeneralizzazione di quelle convinzioni che conduce alla loro acritica accettazione. Chi non distingue le differenze fra situazioni anche simili rischia di reagire ad esse come se fossero tutte uguali. Uno schema come questo, basato sul fare di tutta l'erba un fascio induce a incorrere sempre negli stessi errori alimentando quindi la negatività, la mancanza di autostima e la depressione.

Il fatto che per la gente sia difficile superare i pregiudizi è piuttosto evidente per chiunque. Anche la scarsa immagine di sé può essere considerata come un pregiudizio contro se stessi. Chi é giunto alla conclusione di non avere speranze o di essere incompetente può sfidare quell'immagine negativa di sé compiendo azioni che possano alterare quel punto di vista. Per esempio chi pensa di non poter acquisire nuove conoscenze, si iscriva a un corso che lo interessa e faccia tutto il possibile per renderla un'esperienza soddisfacente.

 

 

FILTRO MENTALE

 

Usiamo un filtro mentale quando ci concentriamo su un singolo aspetto di un'esperienza escludendo altri dettagli significativi. La straordinaria abilità degli individui depressi di concentrarsi solo sugli eventi negativi causa o esaspera i sentimenti sgradevoli. Chi si accorge che la sua prima o automatica reazione alle situzioni e alle persone é negativa, dovrebbe sfidare se stesso e non fermarsi lì. Dovrebbe uscire dal suo schema e ceracre degli aspetti della situazione o della persona che siano neutri o addirittura positivi. Esercitandosi nell'andare al di là dei soli aspetti negativi, sarà possibile ampliare la prospettiva includendovi anche i fattori neutri e quelli positivi. Per esempio, se la cassiera di un negozio mi da il resto sbagliato, potrei pensare automaticamente che sia disonesta o che voglia approfittarsi di me. Ma proviamo a pensare a quell'azione come neutra (era troppo occupata o distratta, o troppo distratta perché parlava con qualcun altro) o addirittura positiva (si impegnava nell'essere particolatmente veloce per offrire un servizio migliore) le sensazioni scatenate da un'interpretazione negativa o da una neutra o positiva saranno molto diverse. l'abilità di procedere in questo modo, come tutte le abilità presentate in questo libro, richiede esercizio. Prima è necessario riconoscere in che modo un comportamento possa avere un impatto sulla depressione, poi bisogna rompere lo schema abitualmente applicato ai nostri pensieri e alle nostre azioni.

 

ELIMINAZIONE DEL POSITIVO

 

Si definisce "squalificare il positivo" la tendenza a rifiutare gli imput positivi sottovalutandoli o ignorandone l'importanza. In generale, abbiamo tutti la tendenza a sottovalutare ogni cosa contrasti con il nostro sistema di credenze. La "dissonanza cognitiva" è il fenomeno che spiega la tendenza a ignorare, minimizzare, distorcere le informazioni nuove per renderle coerenti con ciò che già sappiamo. Chi si considera una persona per bene e fa uno sgarbo a qualcuno, cambierà la sua opinione di sè? No, troverà un modo per spiegare l'evento  (tipo ero stressato, confuso, ferito) e continuerà a considerarsi una brava persona. Il meccanismo della dissonanza cognitiva mantiene stabile il nostro mondo, inducendoci a reagire agli eventi in modo prestabilito e ragionevolmente coerente. Chi ha un sistema di credenze negativo, probabilmente, sottovaluterà il positivo. Un ottimista invece probabilmente rifiuterà i segnali negativi. Il meccanismo della dissonanza cognitiva può mantenere la depressione.  Per esempio se qualcuno non è soddisfatto di sé e rifiuta l'opinione degli altri che invece gli attribuiscono delle doti, rimarrà solo con il negativo e l'immagine di sé non potrà che continuare a peggiorare.Per interrompere il circolo vizioso, si può iniziare con qualcosa di semplice. Quando riceviamo un complimento potremmo dire grazie, per esempio.

Ognuno sa fare qualcosa di buono e ha qualcosa di buono in sé. Bisogna imparare a riconoscere e a utilizzare le proprie risorse e abilità che sono state a lungo sottovalutate. In questo consiste lo sviluppo del potere personale.

 

SALTARE ALLE CONCLUSIONI

 

Uno degli errori principali che le persone (depresse e non) possiono compiere consiste nel cogliere una parte di informazione e colmare ciò che manca con i propri pensieri. Il risultato é che raggiungono una conclusione anche se i fatti che la sostengono sono solo parziali.Ogni volta che raggiungiamo una qualsiasi conclusione sarebbe opportuno chiederci: "Come faccio a saperlo?", e la risposta e la risposta dovrebbe essere più oggettiva di un mero "me lo sento". L'obiettivo è minimizzare il pensiero soggettivo nell'interpretare ciò che accade. Chi utilizza solo se stesso come unica cornice di riferimento per comprendere le azioni degli altri, dà per scontato che tutti la pensino come lui e che attribuiscano valore agli eventi nel suo stesso modo. Usare, solo il tuo modo di pensare per capire gli altri ti condurrà a essere ferito o deluso quando scoprirai che, invece, gli altri non giocano usando le tue stesse regole. Le cose che per gli altri sono importanti possono non esserlo per noi: per essere realistici rispetto agli altri bisogna imparare a prendere in considerazione ciò che loro ritengono importante. Per evitare di saltare a quelle che potrebbero essere conclusioni errate, c'è bisogno di avere informazioni sufficienti per prendere decisioni chiare e razionali. Quando i dati raccolti sono sufficienti a suggerire il modo di comportarsi? La risposta è quando tutta l'ambiguità che è possibile eliminare è stata eliminata.

Una trappola comune é quella nota come "lettura del pensiero" ovvero, quello che accade quando le persone si comportano come se potessero leggere i pensieri altrui. Nel farlo, reagiscono a ciò che presumono sia il pensiero dell'altro senza preoccuparsi di verificare la loro ipotesi. 

Un altro modo tipico delle persone depresse di saltare alle conclusioni consiste nel formare un'immagine del futuro in cui accadrà qualcosa di negativo. Anticipando l'esito negativo di una situazione la persona vive tutte le sensazioni negative assocciate all'evento sgradevole anche se non si è ancora verificato. per esempio, un impiegato vorrebbe chiedere un aumento al superiore ma è tanto sicuro che gli venga rifiutato da non fare neanche il tentativo, finendo per sentirsi maltrattato dal capo. Ecco che torna il tema dell'importanza delle aspettative e della loro influenza sulle esperienze.

Creare una aspettativa negativa, senza poi riuscire a distinguere le ipotesi soltanto immaginate dalle probabilità concrete, conduce al disagio e alla depressione. Raccomando caldamente di imparare a creare immagini positive e di dedicare del tempo a rilassarsi, immaginando i dettagli e le sensazioni associate con il successo. Le tecniche di auto-ipnosi , metitazione e altri metodi di concentrazione sono molto utili allo scopo.Costruire aspettative positive rispetto alle proprie possibilità di riuscita offre anche il vantaggio di fungere da "allenamento mentale"per l'esecuzione del comportamento desiderato.

Evitando di giungere a conclusioni basate solo su informazioni insufficienti, si riescono anche a evitare alcuni errori ovvi. Quando bisogna prendere una decisione , o quando si tratta di capire la causa di quella cosa, è importante raccogliere il maggior numero possibile per sviluppare unaprospettiva equilibrata e realistica.

 

ESAGERARE (CATASTROFIZZARE) O MINIMIZZARE (BANALIZZARE)

 

La depressione porta le persone a esagerare gli elementi negativi, a concentrarsi solo su quelli e di conseguenza, a minimizzare o sottovalutare i positivi. Un concetto importante per comprendere la depressione è quello di scissione che indica la frammentazione di esperienze globali nelle loro singole componenti. Amplificando la consapevolezza di un solo elemento dell'esperienza, lo si separa dalle altre caratteristiche di quella stessa esperienza, limitando ovviamente la consapevolezza di queste ultime. 

Se chiedo a un cliente di concentrarsi sulla mano destra, non presterà attenzione al suo piede sinistro, finchè non lo avrò nominato.

Concentriamoci sui suoni che ci circondano, dimunuiamo la consapevolezza dei sentimenti. "Attenzione selettiva" significa concentrarsi su una cosa ed essere, conseguentemente, meno consapevoli di tutto il resto. 

La mente cosciente non può prestare attenzione a troppe cose contemporaneamente. Ciò cui scegliamo di portare attenzione, ovviamente, determina anche ciò che decidiamo di ignorare. Per esempio, chi decide di concentrarsi sulla sensazione di aver fallito in una determinata performance perde l'opportunità di rendersi conto che molte delle persone che hanno assistito a quella performance l'hanno apprezzata. Possiamo prevedere quali saranno i sentimenti di chi si concentra su pensieri negativi, invece che sui segnali positivi, mandati dagli altri? Concentrarci su ciò che consideriamo un difetto ci impedisce di accorgerci se qualcuno ci apprezza proprio per quella nostra caratteristica. Allo stesso modo, chi presta attenzione solo al lavoro che non ha portato a compimento, non può accorgersi di tutto il lavoro già svolto. In un terzo esempio, chi si concentra solo su ciò che non ama di se stesso, si mette nella condizione di non notare altri aspetti che potrebbe invece apprezzare.

"Catastrofizzare" significa considerare troppo facilmente la possibilità che ogni evento si trasformi in un disastro. Anticipare in che modo le cose possono andare male per prendere provvedimenti preventivi è una buona idea, ma vedere disastri incombenti ovunque è un'evidente esagerazione. L'ansia spesso associata alla depressione deriva proprio dal vedere pericoli in situazioni obiettivamente tranquille. Ridurre l'attenzione prestata ai possibili disastri ridurrà anche l'ansia.

 

 RAGIONAMENTO EMOTIVO

 

La distorsione nota come ragionamento emotivo indica la tendenza a basarsi solo sui sentimenti per interpretare le esperienze.

Se una persona depressa dà per scontato che i suoi sentimenti riflettano la realtà delle cose, si mette in condizione di subire un insieme di interpretazioni negative e percezioni distorte che non faranno che alimentare la depressione. Qualcuno potrebbe dire "non sono in grado di uscire e socializzare. Sento che quando entro in una stanza, tutti si accorgono che sono un perdente, e non posso sopportarlo. Una persona di questo genere dimostra un evidente ragionamento emotivo, in altri termini, usa i sentimenti per spiegare l'impossibilità di socializzare, invece di valutare i dati di fatto come per esempio le reazioni che gli altri hanno di fronte a lui. In questo caso si finisce col reagire semplicemente ai sentimenti nei confronti della socializzazione, invece di essere obiettivo riguardo alla possibilità che le occasioni sociali siano gradevoli e che gli altri possano essere amichevoli. La differenza fra ciò che dicono i sentimenti e ciò che accade realmente può essere enorme.

Immaginiamo una donna che desideri ardentemente vivereuna storia d'amore. Basandosi sull'affetto che sente per l'uomo che frequenta, decide che anche lui debba provare gli stessi sentimenti per lei. Non crede che sarebbe possibile essere tanto coinvolta se non lo fosse anche lui; ne è convinta nonostante non abbia mai dichiarato il suo amore all'uomo. Dopo alcuni mesi di frequentazione, lei inizia a progettare un matrimonio, una famiglia, una vita con lui.

La realtà, però, è che l'uomo in questione non ha intenzioni serie; é un egoista , un opportunista che vuole solo una relazione sessuale stabile. E' capace di manipolarla e direbbe qualsiasi cosa per avere ciò che vuole. Se la donna lo avesse inquadrato meglio come persona, primadi perdersi nelle sue fantasie di matrimonio, avrebbe capito che non è assolutamemte un tipo da sposare!

Cercare prove concrete che confermino le nostre ipotesi é la prevenzione migliore per evitare di incorrere nello schema rischioso del ragionamento emotivo.

Le emozioni umane possono essere facilmente manipolate. Non è difficile guidare i sentimenti di qualcuno in una particolare direzione, specialmente quando si sfruttano i suoi stessi desideri contro di lui, promettendogli ciò che desidera e che invece non otterrà. Quante sono le persone che vengono raggirate e derubate con promesse fasulle, o sfruttate o sfruttate in relazioni con persone apparentemente affettuose? Per questo affermo seccamente che i sentimenti possono ingannare. Ciò che sentiamo potrebbe avere poco a che fare con ciò che accade veramente. Un abile manipolatore sa indurre negli altri sentimenti che servono solo ai suoi scopi. Alcuni predicatori televisivi, per esempio, sanno indurre sensi di colpa o di paura della dannazione eterna in modo che gli ascoltatori cerchino il perdono o la salvezza; altri fanno in modo di indurre che li ascolta a spedire soldi a Dio, al loro indirizzo, naturalmente.

L' industria cinematografica forse è l'esempio migliore di come sia facile manipolare le emozioni: in due ore di film i produttori sanno creare un insieme di immagini e dialoghi capaci di far vivere allo spettatore tutta la gamma delle emozioni.E che dire dei venditori? A chi non è capitato di ascoltare suadenti discorsi miranti all'acquisto di un bidone di automobile o di qualche inutile accessorio perla casa? Come fanno i venditori a convincerci a comprare?

Ovviamente quando facciamo l'acquisto sentiamo che quel venditore merita fiducia e che il prodotto sarà soddisfacente. Se l'affare poi si dimostra un bidone, probabilmente ce la prenderemo con noi stessi per aver creduto a un piazzista senza scrupoli. Questi esempi rendono evidente che i sentimenti possono essere facilmente manipolati e che bisogna considerare altri fattori, quando si tratta di prendere decisioni importanti.

Predicatori televisivi, produttori cinematografici  evenditori sono esempi piuttosto ovvi di manipolatori, ma ci sono anche persone che, non dovrebbero essere manipolative, fra familiari e amici, e invece lo sono. Per essere obiettivi però, bisogna riconoscere che quelle persone sono, prima di tutto, esseri umani e quindi soggetti al desiderio di ottenere ciò che vogliono. Nessuno sfugge a questo impulso!

Chi crede di dover fare affidamento esclusivamente sull'intuito  ("Fidarsi sempre dell'istinto") per prendere decisioni importanti, si rende vulnerabile a persone e situazioni che possono influenzarlo senza che se ne accorga. Basta ricordarsi di tutte le volte che le intuizioni si sono dimostrate sbagliate, per capire come i sentimenti e l'istinto possono facilmente condurre a errori di giudizio. Questo non significa che bisogna sottovalutare i sentimenti, ma fare delle distinzioni.I sentimenti possono essere considerati un indicatore di come rispondere a uno stimolo, ma suggerisco di fare un passo ulteriore, andando al di là dei sentimenti per cercare altri dati di fatto rilevanti.

L'esperienza clinica mi ha insegnato che uno degli errori più frequenti delle persone depresse consiste nel reagire ai propri sentimenti (sogni, desideri, auspici, fantasie, aspettative) senza cercare prove della loro fondatezza. Vale la pena di ripetere che i sentimenti possono essere una base per decidere come agire, ma bisogna anche ricordare che offrono presupposti estremamente soggettivi e arbitrari. Bisogna roicordare che I SENTIMENTI POSSONO MENTIRE!. Ogni volta che è possibile, conviene cercare mezzi più oggettivi per decidere come comportarsi.

Meno analisi, più azione.

Per chi soffre di depressione, l'idea di sperimentare diversi approcci terapeutici piò sembrare tutt'altro che allettante, spesso ci vuole molta energia per fare anche un solo tentativo ed è naturale desiderare che gli sforzi impiegati producano i risultati auspicati. Avendo lavorato con tanti clienti depressi negli ultimi vent'anni mi sono reso conto che se la persona con cui lavoro non è particolarmente dotata di pazienza ho poco tempo per capire cosa succede, indicarle una direzione utile e avviarla sul sentiero della guarigione. 

E' dimostrato che la maggioranza degli individui depressi che potrebbero trarre beneficio da una terapianon si rivolgono ai professionisti che sarebbero in grado di aiutarli. Nonostante la riconosciuta utilità di una consulenza psicologica, infatti, solo una persona depressa su quattro si rivolge a un professionista della salute mentale.

Le spiegazioni di questo fenomeno sono almeno due. In primo luogo, molti di coloro che sono clinicamente depressi non sanno di esserlo e credono, invece, di avere un qualche problema fisico che annulla la loro energia e la gioia di vivere, quindi si rivolgono a un medico elencando alcuni dei classici sintomi spiegati dal DSM-IV. Questo percorso potrebbe essere funzionale se il medico a quel punto diagnosticasse correttamente la depressione, ma purtroppo le ricerche dimostrano che solo la metà delle persoone depresse che si rivolgono al medico generico ricevono una diagnosi esatta. Un altro motivo per cui spesso la depressione non viene curato nonostante l'esistenza di terapieche funzionano, risiede nella natura stessa della depressione: tipicamente chi ne soffre non ha speranza e pensa che non ci sia rimedio a ciò che considera alla base del suo malessere. Chi non ha speranze difficilmente avrà voglia di investire energie e temponella ricerca e nella costruzione di una relazione nuova con un terapeuta. Questo può sembrare un progetto troppo grande quando la mancanza di speranza fa solo pensare " perché darsi da fare? Nessuno potrà aiutarmi!" Nonostante la guarigione dalla depressione non solo sia possibile ma molto probabile , ci si può convincere che procurarsi un aiuto  sia uno sforzo inutile che condurrà solo al fallimento.Questo no è vero naturalmente, ma è la conclusionbe cui possono portare le modalità del pensiero depressivo. Alcuni, poi, cercano aiuto presso un terapeuta o un libro di auto-aiuto ma rinunciano quando si accorgono che non ci sono cambiamenti radicali e immediati. E' dimostrato, infatti, che un terzo delle persone depresse abbandonano il trattamento prima che sia concluso, ciò avviene a causa di aspettative irrealistiche di "cure istantanee"parte alimentate dalla popolarità del prozac, altrevolteciò succede perchè il terapeuta sceglie un trattamento che manca il bersaglio.

E' comunque corretto affermare che con la giusta impostazione dell'intervento e con un cliente realistico che riconosca la necessità di partecipare attivamente, la guarigione è una aspettativa concreta.

Depressione in "pillole"

La depressione

 

E’ chiamata anche "depressione clinica", "depressione maggiore" o "depressione unipolare". NON è uguale al Disturbo Affettivo Stagionale (SAD) o al disturbo bipolare (un tempo definito disturbo maniaco-depressivo). Questi sono diversi, sebbene possano essere correlati, disturbi dell'umore.

La depressione è il disturbo dell'umore più comune negli Stati Uniti e nel mondo. Attualmente la seconda condizione umana più debilitante al mondo, secondo l'Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS); L'OMS ha predetto più di un decennio fa quando era la quarta condizione più debilitante che entro il 2020, la depressione sarebbe aumentata in prevalenza per essere la seconda condizione più debilitante, ma quella sfortunata pietra miliare fu già raggiunta alla fine del 2013.

Non è un disturbo solo biologico, nonostante le credenze così diffuse e comuni ma errate per cui é il risultato di entrambi i "geni cattivi" (non esiste un singolo "gene della depressione" ma ci sono geni che possono renderti vulnerabile alla depressione) o uno "squilibrio chimico" nel cervello.

E’ causata da molti fattori; alcuni sono biologici, alcuni sono sociali e alcuni sono psicologici; non è causato da un solo evento o fattore.

La depressione continua a crescere costantemente tra tutte le fasce d'età, ma più comunemente nella fascia d'età 25-45 anni.

Cresce al ritmo più veloce nei bambini e negli adolescenti.

Passa dai genitori depressi ai loro figlia causa dell’interazione fra loro, cioè, i genitori fungono da esempi che i figli inconsapevolmente modellano nei loro valori e prospettive, compreso il modo in cui affrontano le avversità, gestiscono e risolvono i problemi e conducono relazioni.

E’ contagiosa, non in senso virale, ma in senso sociale; l'umore e la prospettiva si diffondono.

E’ diagnosticata più spesso nelle donne che negli uomini, e in alcune culture più che in altre.

E’ sperimentata in modo diverso da ogni individuo, anche se ci sono molte caratteristiche comuni tra gli individui.

E’ tipicamente complicata dalla presenza di altri problemi coesistenti, come l'ansia o una malattia medica.

E’ altamente reattiva ai buoni trattamenti che enfatizzano l'abilità attiva.

E’ più probabile che sia ricedivamente quando non viene trattata.