I Disturbi di personalità

Per John G. Gunderson, MD, Professor of Psychiatry, Harvard Medical School; Director, Psychosocial and Personality Research, Borderline Personality Disorder Center, McLean Hospital 
Lois Choi-Kain, MD, Assistant Professor of Psychiatry, Harvard Medical School; Medical and Program Director, Gunderson Residence of McLean Hospital; Director, McLean Borderline Personality Disorder Training Institute

 

tratti di personalità rappresentano schemi di pensiero, percezione, reazione e relazione relativamente stabili nel tempo.

disturbi di personalità compaiono quando tali tratti divengono talmente pronunciati, rigidi e disadattativi da compromettere il funzionamento lavorativo e/o interpersonale. Queste modalità sociali disadattative possono provocare un disagio significativo nelle persone con disturbi di personalità ed in coloro che li circondano. Per le persone con disturbo di personalità (a differenza di molti altri che richiedono assistenza psicologica), solitamente la sofferenza causata dalle conseguenze dei loro comportamenti socialmente disadattivi è la ragione per cui richiedono un trattamento, piuttosto che per il disagio associato ai loro pensieri e sentimenti. Pertanto, i medici devono inizialmente aiutare i pazienti a capire che i loro tratti di personalità siano la radice del problema.

I disturbi di personalità solitamente iniziano a diventare evidenti durante la tarda adolescenza o all'inizio dell'età adulta e le loro caratteristiche ed i sintomi variano notevolmente nel periodo in cui permangono; molti si risolvono con il tempo.

 

Il Diagnostic and Statistical Manual of Mental DisordersQuinta edizione 

(DSM-5) elenca 10 differenti tipi di disturbi della personalità. Alcuni tipi (per esempio antisociale o borderline) tendono a diminuire o risolversi con l'avanzare dell'età; per altri (per esempio ossessivo-compulsivo o schizotipico) è meno probabile che succeda.

Circa il 10% della popolazione generale e fino alla metà dei pazienti psichiatrici in reparti e ambulatori ospedalieri ha un disturbo di personalità.

Nel complesso, non ci sono distinzioni chiare in termini di sesso, classe socio-economica e di razza. Tuttavia, nel disturbo antisociale di personalità, il rapporto uomini/donne affetti è di 6:1. Nel disturbo di personalità borderline, il rapporto femmine/maschi affetti è di 3:1 (ma solo in ambito clinico, non nella popolazione generale).

Per la maggior parte dei disturbi di personalità, i livelli di ereditabilità sono circa il 50%, percentuale simile o superiore a quella di molti altri disturbi psichiatrici maggiori. Questo grado di ereditabilità è in contrasto con l'ipotesi comune che i disturbi di personalità siano difetti di carattere causati principalmente da un ambiente ostile.

I costi assistenziali diretti relativi alle cure e i costi indiretti relativi alla perdita di produttività associati ai disturbi di personalità, particolarmente i disturbi borderline e ossessivo-compulsivo di personalità, sono significativamente superiori ai costi simili associati al disturbo depressivo maggiore o al disturbo d'ansia generalizzato.

 

Tipi di disturbi di personalità

Il DSM-5 raggruppa i 10 tipi di disturbi di personalità in 3 clusters (A, B, e C), sulla base di caratteristiche simili. Tuttavia, l'utilità clinica di questi clusters non è stata stabilita.

 

Il cluster A è caratterizzato dall'apparire strano o eccentrico. Esso comprende i seguenti disturbi di personalità con le loro caratteristiche distintive:

  • Paranoide: diffidenza e sospettosità

  • Schizoide: disinteresse negli altri

  • Schizotipico: idee e comportamento eccentrici

     

Il cluster B è caratterizzato da comportamenti drammatici, emotivi, o stravaganti. Esso comprende i seguenti disturbi di personalità con le loro caratteristiche distintive:

  • Antisociale: irresponsabilità sociale, disprezzo per gli altri, inganno e manipolazione degli altri per guadagno personale

  • Borderline: intolleranza di essere soli e disregolazione emozionale

  • Istrionico: ricerca di attenzioni

  • Narcisistico: sottostante disregolata e fragile autostima e grandiosità palese.

     

Il cluster C è caratterizzato da comportamenti ansiosi o paurosi. Esso comprende i seguenti disturbi di personalità con le loro caratteristiche distintive:

  • Evitante: evitamento del contatto interpersonale dovuto a rifiuto di sensibilità

  • Dipendente: arrendevolezza e necessità di essere accudito

  • Ossessivo-compulsivo: perfezionismo, rigidità ed ostinazione

 

Sintomatologia

 

Secondo il DSM-5, i disturbi di personalità sono principalmente problemi con

  • Auto-identità

  • Relazioni interpersonali

 

problemi legati all'auto-identità possono manifestarsi come un'immagine di sé instabile (p.es., persone che oscillano tra il vedere se stessi come buoni o come esseri crudeli) o come incoerenza nei valori, negli obiettivi, e nell'aspetto (p.es.,persone profondamente religiose in chiesa, ma altrove irriverenti ed irrispettose).

 

La compromissione del funzionamento interpersonale in genere si manifesta come fallimento nello sviluppo o nel mantenimento di relazioni strette e/o con insensibilità nei confronti degli altri (p.es., incapacità di empatizzare).

Gli individui con disturbi di personalità spesso sembrano incoerenti, confusi e sono frustranti per coloro che li circondano (compresi i medici). Queste persone possono avere difficoltà a conoscere i confini tra se stessi e gli altri. La loro autostima può essere eccessivamente elevata o bassa. Possono rivestire ruoli genitoriali incoerenti, distaccati, iperemotivi, abusanti, o irresponsabili, che possono indurre a sviluppare nel coniuge e nei loro figli problemi fisici e mentali.

Le persone con disturbi di personalità possono non riconoscere di avere un

problema.

 

Diagnosi

  • Criteri clinici (DSM-5)

Quando i medici sospettano un disturbo di personalità, effettuano una valutazione cognitiva, affettiva, interpersonale e delle attitudini comportamentali utilizzando criteri diagnostici specifici. Sono disponibili strumenti diagnostici più sofisticati ed empiricamente più precisi per gli specialisti e gli accademici.

La diagnosi di un disturbo di personalità si basa sulla presenza di:

  • Un modello permanente, inflessibile, pervasivo di tratti disadattivi che coinvolgono le seguenti sfere: la sfera cognitiva (modalità di percepire e interpretare il sé, gli altri, e gli eventi), affettiva, il funzionamento interpersonale e il controllo degli impulsi

  • Una significativa sofferenza o compromissione del funzionamento derivanti dal modello disadattivo

  • La stabilità e l'insorgenza precoce del pattern (durante l'adolescenza o la prima età adulta)

Inoltre, devono essere escluse altre possibili cause dei sintomi (p.es., altri disturbi mentali, l'abuso di sostanze, un trauma cranico).

Per diagnosticare un disturbo di personalità in pazienti di età < 18="" anni,="" il="" modello="" deve="" essere="" presente="" per="" un="" periodo="" ≥="" 1="" anno,="" fa="" eccezione="" il="" disturbo="" antisociale="" di="" personalità,="" che="" non="" può="" essere="" diagnosticato="" in="" pazienti="" di="" età="">< 18="">

Poiché molti pazienti con un disturbo di personalità non hanno insight della loro condizione, i medici possono avere bisogno di ottenere informazioni relative alla loro storia clinica da medici che hanno trattato questi pazienti in precedenza, o da altri professionisti, familiari, amici o persone che sono entrati in contatto con loro.

 

Trattamento

  • Psicoterapia

Il gold standard di trattamento per i disturbi di personalità è la psicoterapia. Sia la psicoterapia individuale sia quella di gruppo sono efficaci per molti di questi disturbi, se il paziente è alla ricerca di trattamento ed è motivato a cambiare.

In genere, i disturbi di personalità non sono molto responsivi ai farmaci, anche se alcuni farmaci possono risultare efficaci su sintomi specifici ( depressione e ansia).

I disturbi che spesso coesistono con i disturbi di personalità (disturbi dell'umore, ansia, abuso di sostanze, disturbi somatoformi, e disturbi alimentari) possono rendere il trattamento più impegnativo.